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Mense scolastiche: la mensa scolastica di tuo figlio è di qualità?

Negli ultimi anni sempre più genitori prestano attenzione alle tematiche riguardanti la qualità delle mense scolastiche che vengono viste, anche dalle istituzioni pubbliche, come un investimento per la salute dei bambini, futuri cittadini.

Mangiare a scuola potrebbe diventare, e lo è già in qualche realtà italiana, una grande opportunità per tutti; poiché dal semplice atto di mangiare insieme possono dipendere tante cose come la salute, lo sviluppo economico e sociale del territorio ma anche l’impatto ambientale. La mensa “non è riempire la pancia dei bambini” o non è semplicemente una “pausa”, ma rappresenta molto di più.

Le Linee guida Nazionali per la Ristorazione Scolastica del 2021 https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3141_allegato.pdf  affermano che “la ristorazione collettiva ha un ruolo importante in ambito sanitario, è uno strumento indispensabile nella prevenzione e nella cura delle patologie cronico-degenerative (diabete, malattie cardiovascolari, obesità, osteoporosi, ecc.). Si rende pertanto indispensabile promuovere, sin dall’infanzia l’adozione di abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione”. E inoltre “il servizio di ristorazione collettiva deve raggiungere un ottimale livello sia in termini di qualità nutrizionale, che di qualità sensoriale”.

Anche le Linee Guida per l’Educazione Alimentare (MIUR, 2015) dichiarano che è necessario diffondere la consapevolezza di una sana alimentazione legata alla valorizzazione del territorio,

Sempre il MIUR ha espressamente affermato che “La ristorazione scolastica, quindi, non deve essere vista come semplice soddisfacimento dei bisogni nutrizionali, ma deve essere considerata un importante e continuo momento di educazione e di promozione della salute, che coinvolge sia gli alunni che i docenti”.

Quindi educazione alimentare come materia da insegnare a scuola.

Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che: “In quanto soggetti in via di sviluppo i bambini sono particolarmente vulnerabili all’impatto dell’inquinamento: la loro capacità di respirare, mangiare e bere più degli adulti rispetto alla loro massa corporea, fa sì che ingeriscano in maggior misura sostanze potenzialmente tossiche” (OMS, 2005).

Il Servizio di Refezione Scolastica diventa quindi un mezzo per tutelare le giovani generazioni e al contempo per porre attenzione alla tutela dell’ambiente.

Dal 2020 infatti oltre alle Linee Guida, per legge i comuni devono applicare i “Criteri Ambientali Minimi relativi alla ristorazione collettiva e derrate alimentari” (CAM) ad ogni nuova gara d’appalto; la ditta vincitrice deve dimostrare di rispettare questi criteri in quanto la mensa viene vista in questa nuova ottica di investimento per la salute dei bambini e per l’ambiente.

Questi CAM si riferiscono alla Ristorazione scolastica di asili nido, dove sempre più spesso viene a mancare la cucina interna, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Vediamo quindi quali sono i requisiti che dovrebbero avere gli alimenti per soddisfare i criteri minimi ambientali:

– Non si dovrebbe utilizzare cibo processato, andrebbe limitato l’uso della plastica, bisognerebbe garantire una maggiore biodiversità ed incentivare l’utilizzo di prodotti locali e a kmO

– Almeno il 50% dei prodotti utilizzati dovrebbe essere biologico (in bibliografia il documento completo)

In particolare:

  1. Frutta, ortaggi, legumi e cereali biologici al 50%
  2. Le uova devono essere biologiche al 100%, non è ammesso l’uso di altri ovoprodotti
  3. La carne bovina (carne rossa) biologica al 50%
  4. I formaggi e i salumi biologici al 30% o se non possibile, a marchio di qualità DOP, IGP di “montagna”
  5. Latte e yogurt biologici 100%
  6. Olio EVO
  7. La carne suina deve essere priva di polifosfati e glutammato monosodico e biologica per il 10%
  8. Passato di pomodoro, pelati per il 33% in peso biologici
  9. Carne avicola biologica per almeno il 20%
  10. I prodotti ittici devono appartenere ad alcune zone FAO 37 o 27 e il pesce somministrato non può essere ricomposto, né prefritto, né preimpanato da imprese diverse dall’aggiudicatario

 

Ma perché è così importante mangiare bene a scuola? Oltre a tutte le indicazioni che abbiamo visto, ci sono anche altri fattori che entrano in gioco:

1-Educazione alimentare: non è detto che i bambini a casa mangino sempre un pasto nutrizionalmente corretto, in questo modo la scuola ha un importante compito educativo, contribuendo a sviluppare corrette e sane abitudini alimentari in età precoce che si protraggano e permangano anche nell’età adulta favorendo il consumo di alimenti sani.

2-Un’occasione di scoperta delle tradizioni locali: utilizzando prodotti locali, a kmO e stagionali si possono riscoprire ricette della tradizione ormai dimenticate che i ritmi di vita frenetici impediscono di proporre a casa.

3-Alcuni bambini possono essere selettivi: motivo in più per aiutarli in un contesto nuovo e con i loro coetanei (per imitazione) ad entrare in contatto con alcuni alimenti ai quali non sono abituati.

Mi soffermo su questo punto per raccontare come spesso avvenga il contrario. La tendenza è quella di eliminare dal menù piuttosto che aggiungere varietà. Si tende ad accontentare una miriade di genitori che temono che il loro bambino non mangi, togliendo spesso dal menù gli alimenti incriminati (verdure, legumi, pesce fresco) in favore del cibo che si crede essere “adatto” al bambino (pasta in bianco, pasta al pomodoro, bastoncini di pesce, hamburger e poca verdura). Questo a discapito del bambino stesso che ha difficoltà ad affrontare questi alimenti e perpetuerà la sua selettività, e di tutti gli altri bambini che avrebbero mangiato senza problemi. Inoltre il menù in questa maniera diventa triste, ripetitivo e nutrizionalmente non equilibrato, nel quale vediamo limitarsi le proposte; pasta quasi tutti i giorni, banditi i cereali e legumi, verdure offerte per ultime e come secondo piatto spesso la carne. Per non parlare della quantità di pasti in bianco che vengono richiesti dai genitori anche se il bambino sta bene, a volte anche con certificato del pediatra.

È giusto venire incontro ai gusti dei bambini ma in un’ottica di rendere il cibo il più invitante e appetibile possibile con delle ricette accattivanti e offrendo una vasta gamma di scelte possibili.

4-“Fa che il cibo sia la tua Medicina “lo diceva Ippocrate e studi scientifici lo dimostrano di continuo che una corretta alimentazione è uno degli aspetti più importanti per prevenire diverse patologie come quelle cardiovascolari, metaboliche e alcuni tipi di tumori.

Esistono in Italia realtà virtuose dove le mense scolastiche rispettano questi principi?

Ci sono dei comuni italiani dove i menù scolastici possono essere presi come esempio o modello, basta andare a vedere quali sono sul sito di Foodinsider, un Osservatorio che mappa la qualità delle mense italiane e ogni anno fornisce un rating di riferimento (https://www.foodinsider.it/classifica-menu-mense-scolastiche/7-rating-menu-2021-22/ . Quì vediamo come i migliori negli ultimi anni siano i  Comuni di Aosta, Cremona e Rimini.

Questo Osservatorio che mappa le mense è in realtà un’associazione composta da un team di professionisti da anni impegnati in ambiti che hanno a che fare con l’educazione, il cibo, la sostenibilità, la salute e il biologico.

Sempre sul sito dell’associazione si trova un questionario a punti, utile ai genitori per capire se la mensa del proprio figlio è di qualità; rispondendo al questionario otterrò un punteggio finale dal quale si può evincere se il menù è in linea con le raccomandazioni dell’OMS.

Quì il questionario https://www.foodinsider.it/classifica-menu-mense-scolastiche/menu-a-punti/

È un punto di partenza che permette di capire quali sono le criticità della mensa e su quali aspetti si può lavorare per ottenere un cambiamento.

Inoltre ogni genitore può iscriversi alle Commissioni mensa presenti in ogni scuola pubblica e partecipare alle riunioni previste con il Servizio Refezione Scolastica, il Comune e la Dietista/Nutrizionista di riferimento.

La scuola pertanto rappresenta una grande opportunità per i bambini, ma dobbiamo anche ricordarci che non si può delegarle la responsabilità totale della loro educazione alimentare perché è a casa che si gettano le prime basi del rapporto con il cibo.

Bibliografia

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3141_allegato.pdf

https://www.foodinsider.it/classifica-menu-mense-scolastiche/7-rating-menu-2021-22/

https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/comunicati/allegato_1_cam_ristorazione.pdf

“La famiglia si fa a tavola”, Carla Tomasini