Mense scolastiche: traguardi e insidie

Written by Alice Peltran on 18 dicembre 2017 – 12:30 -

immagine tratta dal sito www.leonardoromanelli.it

 

 

 

 

 

 

 

Se da un lato, con la scusa che devono crescere, ai bambini è tutto concesso (merendine, biscotti, panini con affettati, succhi di frutta e bibite, ecc.) dall’altro è pur vero che sta crescendo tra i genitori una certa consapevolezza alimentare e capita sempre più spesso che a noi nutrizionisti o dietisti venga chiesto un consiglio su come migliorare i pasti a scuola.

In genere i menù scolastici “classici” contengono molti formaggi, pasta bianca, affettati o carni (anche rosse) ed è sempre presente il dessert che nelle migliori delle ipotesi è un frutto, altre volte uno yogurt zuccherato o un dolce. Poco spazio è lasciato al piatto unico e ancor meno a cereali integrali e legumi, il cui consumo quotidiano è consigliato anche dal WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro). L’eccesso di carni e formaggi può far facilmente superare il fabbisogno giornaliero di proteine ed è ormai risaputo come un’alimentazione ricca di proteine in tenera età predisponga a sovrappeso e obesità in età adulta, proprio come indicato nel progetto “Mi voglio bene” ideato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) insieme al Ministero della Salute per arginare l’epidemia di obesità e sovrappeso infantili

(per approfondire: https://www.sipps.it/pdf/taormina2010/brambilla.pdf ).

Anche l’eccesso di farine raffinate e zuccheri dev’essere guardato con sospetto: questi “alimenti” sono poveri di nutrienti come vitamine e minerali e tendono ad alzare troppo la glicemia e di conseguenza il grasso corporeo. “Si stima che l’obesità presente nei primi dieci anni di vita esponga il bambino a diventare un adulto obeso nel 75% dei casi. D’altra parte la familiarità ha un ruolo importante: il 25% dei bambini sovrappeso o obesi ha un genitore con problemi di peso; la percentuale sale al 34% se entrambi i genitori sono sovrappeso o obesi. Tuttavia una maggiore attenzione della famiglia, sostenuta e incoraggiata dal pediatra, alle abitudini alimentari dei bambini sin dai primissimi mesi di vita può efficacemente contrastare l’eccesso ponderale e tutte le complicanze ad esso correlate” (dal progetto “Mi voglio bene”). L’obesità, inoltre, dev’essere considerata come una vera e propria patologia che predispone ad un aumentato rischio di morte prematura e bisogna, quindi, slegarsi dall’idea che un bimbo cicciottello sia un bimbo in salute, idea che forse poteva aver senso in passato quando era alto il rischio di morire di fame ma che di certo ora possiamo abbandonare…

Sempre più di frequente ci viene richiesto di apporre alcune modifiche ai menù scolastici per renderli più salutari introducendo ad esempio qualche cereale integrale, almeno un piatto unico con legumi e riducendo il più possibile gli affettati (le carni conservate sono peraltro sono state dichiarate cancerogene dalla IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro). Noi NUPA cerchiamo anche di aumentare la consapevolezza dei genitori su cosa significhi mangiare sano in modo da creare un unico fronte scuola-famiglia (a questo scopo sono molto utili gli “esperimenti culinari” fatti coinvolgendo i bimbi).

Purtroppo lo scoglio più grande è la resistenza che spesso troviamo da parte di genitori ed insegnanti. Non è raro sentire frasi come “mio figlio morirà di fame” o “il miglio è cibo per uccelli” e molto altro. Voglio pensare che questa resistenza sia dovuta solo alla mancanza di consapevolezza su quali siano i cibi migliori per l’uomo e credo che il compito di noi professionisti del settore sia proprio quello di aumentare tale consapevolezza.  D’altro canto la difficoltà del genitore è di far accettare i nuovi gusti al bambino. Perché i bambini tendono a non mangiare verdure, cereali integrali e legumi? Sicuramente in parte è dovuto alle varie fasi di crescita in cui il bambino sente di dover accettare o rifiutare certi cibi; in tal caso possiamo solo dare l’esempio e riproporre l’alimento più avanti. D’altra parte, però, i bambini seguono pedissequamente l’esempio dei famigliari (genitori, fratelli, zii, nonni, ecc.) ed è fondamentale che tutta la famiglia mangi sano e volentieri, perché il bambino osserva l’espressione dei famigliari durante il pasto! In genere poi i bimbi sono abituati a gusti non naturali proposti dall’industria, gusti omologati, sempre uguali e che creano assuefazione.

L’educazione inizia in casa e continua a scuola, quindi quale posto migliore della scuola per educare il bimbo alle nuove abitudini alimentari?

Di certo c’è ancora molta strada da fare, ma le indicazioni ufficiali stanno migliorando. Quali sono i punti salienti delle nuove linee guida per la ristorazione scolastica 2017?

  1. Adozione del modello alimentare mediterraneo, con apporto consistente di cereali e loro derivati, anche integrali (es.: pasta, riso, polenta, ecc.) di legumi, verdure e frutta di stagione e di olio extravergine di oliva. Sarà prevista un’alternanza dei secondi piatti incentivando il consumo di pesce, legumi, uova e carni bianche.
  2. Capacità di garantire all’occorrenza pasti alternativi per esigenze etiche, etniche e/o religiose, presenti nella scuola;
  3. Come alternativa al pasto classico (1° + 2° e contorno) almeno 1 volta alla settimana, può essere fornito il cosiddetto piatto unico che dovrà avere una composizione di per sé sufficiente a ricoprire i fabbisogni energetici e nutrizionali del pasto completo (es.: pizza, pasta e fagioli, ecc.). Tale piatto dovrà essere sempre accompagnato da verdure.

E a casa?

Per i genitori è difficile capire cosa ha effettivamente mangiato il bambino a pranzo, se ha spazzolato il piatto o lasciato da parte il cibo, ed è difficile capire cosa possono preparare negli altri pasti per far sì che l’alimentazione sia sana ed equilibrata. Il modo migliore è quello di iniziare con una sana colazione a base di frutta fresca, cereali integrali (pane, fette biscottate, muesli) possibilmente evitando il frumento e preferendo farro, orzo, miglio, avena, grano saraceno o frumenti antichi come il Timilia o il Senator Cappelli. Si possono aggiungere dello yogurt bianco naturale (senza zucchero!) e/o dei semi oleosi anche in crema (es. crema di mandorle), del latte vegetale, della marmellata senza zucchero o del succo di mela senza zuccheri aggiunti.

A cena sarà essenziale consumare alimenti freschi, biologici (ricordiamo che i bambini accumulano più pesticidi rispetto all’adulto con gravi conseguenze per il loro sviluppo!) e vegetali. Va evitato l’eccesso di proteine ed in particolare di quelle animali. Una buona cena dev’essere quindi composta da verdure crude e cotte, cereali integrali come farro, orzo, miglio, grano saraceno, avena, riso e da una fonte di proteine vegetali come i legumi (lenticchie rosse decorticate, piselli, fagioli, ceci, ecc.). Alcuni suggerimenti su come preparare i legumi ci arrivano dalla nostra tradizione: pasta e fagioli, riso e bisi, le varie ribollite o zuppe con legumi, fagioli in salsa, ecc. In alternativa sono molto comodi i tortini (vedi ricetta “tortino di miglio e piselli”) o le polpette di legumi.

Concludo con un incoraggiamento ai genitori: ogni cambiamento, anche minimo, spaventa e necessita di tempo per essere accolto, ma il cambiamento, il “divenire” è intrinseco della vita stessa, non c’è vita senza cambiamento (è la base dell’evoluzione) e può portare a risultati positivi, in questo caso ad un maggior benessere per voi e la vostra famiglia. Certo, ultimamente il mangiar sano sembra essere più una moda che altro, ma non lasciatevi scoraggiare, informatevi il più possibile ed eventualmente contattate veri esperti del settore: scoprirete che questa “moda” ha basi antiche, che ci sono evidenze scientifiche che la supportano e che sta attecchendo nella società in questo momento storico probabilmente per cercare di correre ai ripari e di sanare un mondo sempre più malato.

Cari genitori, armatevi di pazienza, tenete la mente aperta, proponete in casa cibi salutari, preparando ricette accattivanti e cercando di non comprare cibo spazzatura cosi si riduce anche l’immondizia!

 

Dott.ssa Alice Peltran, Biologa Nutrizionista


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