Una corretta informazione da parte della gente crea una consapevolezza che influenza e modifica il mercato.

Written by Elisabetta Bertoldi on 28 febbraio 2010 – 14:38 -

Non possiamo affidare la nostra salute unicamente al mercato che ci propina ciò che ci piace e che ci fa comodo. Abbiamo il dovere di impiegare un po’ del nostro tempo per informarci su che sostanze ingeriamo, così come ci informiamo nei minimi dettagli sugli ultimi cellulari o lavatrici o itinerari turistici. Non è una questione di tempo, ma di responsabilità nei propri confronti e delle persone che ci vivono accanto.

Il mercato, per sua logica, si adegua alle istanze, ai desideri e alle nuove sensibilità che emergono dalle singole persone e che nel loro insieme fanno opinione. Tale opinione, colta dal mondo produttivo, commerciale ed anche legislativo, induce a cambiamenti positivi utili anche per le persone che meno si informano e meno si educano. Dunque quel “po’ alla volta” è un grande fiume che rimodella la nostra società.

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Elogio della lentezza e della pazienza

Written by Elisabetta Bertoldi on 27 febbraio 2010 – 10:53 -

Non sono più giovanissima ed almeno di una cosa sono certa: la fretta è nemica di tutto! Ci vuole tempo per apprendere e per diventare.

La natura con i suoi ritmi lenti e costanti, con le sue fasi mi ha sempre aiutata a recuperare quella forza che viene dall’equilibrio interiore.

Il mio orologio mentale, alle volte impazzito, ha ritrovato il giusto ritmo grazie ad una semplice passeggiata in mezzo alla campagna dove la vegetazione e gli uccelli seguono fiduciosi lo scandire della stagionalità.

Imparare un metodo, uno stile di vita, una saggezza comporta una lunga serie di prove e riprove, sbagli, tentativi, rischi. Il credere di essere arrivati è già un fallimento.

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La tavola come educazione

Written by Elisabetta Bertoldi on 13 febbraio 2010 – 18:32 -

Se da una parte è vero il detto:”Quando c’è la salute, c’è tutto”, dall’altra parte è anche vero che questa “benedetta” salute ha bisogno di essere pensata e voluta quotidianamente. Ma occorre metterci tutte le nostre migliori intenzioni e la nostra buona volontà. Non è solo un fatto genetico, ereditario e tanto meno una questione di fortuna se viviamo in buona salute, ma, tutto sommato, è perché ce la siamo meritata, con uno stile di vita saggio e maturo. Si, la salute la si mantiene o la si raggiunge grazie a un cammino, a un percorso che ha come meta:”Volersi bene”.

Ricordiamoci, però, che questo viaggio ha bisogno di due ingredienti molto importanti: il primo è la consapevolezza che il nostro corpo è una macchina meravigliosa da cui possiamo trarre grandi risorse, e il secondo, è il sentirci parte della natura che è la nostra “madre natura” e a come tale va seguita, utilizzata e valorizzata con rispetto e fiducia.

Il pasto, è un momento a cui dovremmo attribuire non solo l’importanza di saziarci e nutrirci con proteine, carboidrati, etc., ma anche una cura, un’attenzione nel gustare il cibo, nel prepararlo, nel pensare a chi lo ha coltivato, alla terra che lo ha generato. Solo così il cibo si arricchisce di spiritualità e ci nutre nella totalità.

No, quindi, alla logica dell’accaparramento e del consumo incontrollato del cibo che porta, alla lunga, alla malattia del nostro organismo e allo sfruttamento della natura, che si impoverisce dei suoi elementi vitali.

Siamo beneficiari, gratuitamente dei doni della natura e la cura verso essa è sapienza per la nostra vita.


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Buone azioni

Written by Laura Gogioso on 9 febbraio 2010 – 18:26 -

Il primo passo verso una nutrizione sostenibile è imparare a fare la spesa, rendendosi conto che le nostre scelte condizionano in maniera significativa l’ambiente. Nella società dell’abbondanza è necessario comprare meglio, che significa anche consumare meno e inquinare meno. Con piccoli gesti quotidiani possiamo contribuire a fare tanto, non solo per la nostra salute, ma anche per quella del nostro pianeta. A questo proposito sul sito del WWF possiamo “pesare” la nostra spesa in termini di CO2 prodotta, simulando il nostro giro al supermercato con un educativo carrello virtuale.

La CO2 prodotta rappresenta il costo ambientale delle nostre scelte, costo che comprende tutte le fasi di produzione dell’alimento, da grezzo a prodotto finito. Per approfondire, sempre sul sito del WWF e possibile calcolare la nostra “impronta di carbonio”, che ci permette di quantificare l’impatto ambientale della nostro nucleo familiare, dalla valutazione delle nostre abitudini e quindi dei nostri consumi.


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