Partita la campagna #ipesticididentrodinoi#

Postato da Laura Faggian il 20 novembre 2017 – 12:43 -

Il progetto “Cambia La Terra”, è una campagna di informazione e di sensibilizzazione che viene promossa da chi non fa uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi sui campi, da chi produce e vende prodotti puliti e vede un altro futuro per il Paese. L’obiettivo è dare a tutti i cittadini uno strumento in più per capire quello che mangiano e come funziona il sistema dell’agricoltura industriale. Vede insieme Federbio con Isde- Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF ed è coordinato da un comitato dei garanti di cui fanno parte – oltre ai rappresentanti delle associazioni citate – singole personalità del mondo della ricerca.

Così allo scopo di sensibilizzare ed informare quanto sia importante l’alimentazione e il fatto che sia priva di contaminanti,  è partita la campagna #ipesticididentrodinoi, con un video che mostra il grado di contaminazione della famiglia D. – romana, con abitudini alimentari nella media – rispetto ad alcuni tra i pesticidi ed erbicidi più utilizzati in agricoltura: glifosato, clorpirifos e piretroidi.

Ma questo sarà solo l’inizio…per tenerci aggiornati ed approfondire vi lascio qui alcuni link rimandando al sito della Dott.ssa Renata Alleva e a questo articolo.

 


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Evviva la pizza

Postato da Mariasole Crosato il 6 novembre 2017 – 13:00 -

Condivido oggi con voi una stimolante e “gustosissima” esperienza di lavoro : realizzare una pizza sana e nutriente, in linea con le mie convinzioni in tema di corretta alimentazione. Il punto interessante è aver lavorato con un pizzaiolo professionista, preparato, appassionato e desideroso  di migliorare la qualità nutrizionale del suo prodotto. Una situazione davvero fortunata perché ho trovato un ragazzo volonteroso  che ha favorito ed accolto tutte  le mie proposte  con entusiasmo.

Obbiettivo della nostra ricerca :  migliorare non solo la composizione della pasta ma anche della farcitura,  creare una “pizza funzionale” ossia un prodotto tanto valido dal punto di vista organolettico quanto nutriente e sano . La riflessione di partenza nasce  da un consiglio di Anna Villarini, coordinatrice dell’Istituto dei tumori di Milano,  che suggerisce di realizzare la pizza con farina  e sale integrali e lievito madre (intervista rilasciata al Corriere della sera del 7 ottobre 2014).

Quali ingredienti?

Il nostro percorso di studio-lavoro si è articolato in varie fasi. Il primo step è  definire gli ingredienti dell’impasto base:  un’ottima farina semi integrale  biologica, di produzione locale e una buona pasta madre. La farina viene  scelta macinata a pietra : il sistema di molitura più antico in cui il chicco viene sfarinato con il passaggio attraverso una coppia di pietre naturali che girano lentamente così da non surriscaldare il prodotto e ottenere farine integrali di notevole pregio. Con questa tecnica, gli oligoelementi del germe vengono assorbiti dalla farina stessa e le conferiscono un alto valore biologico, esaltano l’aroma e la fragranza del grano originario e ne garantiscono un’elevata digeribilità.

Nella ricerca di questo ingrediente chiave ci siamo imbattuti quasi per caso in un mulino a pietra che si trova a circa un’ora di strada dal laboratorio in cui si preparano gli impasti. Il grano biologico viene coltivato nelle zone limitrofe, rispettando così la filosofia del km 0. Immersi  nell’ aroma della farina appena macinata , l’abbiamo toccata percependo la tipica untuosità del chicco macinato intero. La presenza di germe , endosperma e crusca rendono la farina un  vero nutrimento ricco di proteine, lipidi, enzimi, minerali, fibra e vitamine. In base poi al grado di abburattamento, cioè alla percentuale di residuo di minerali e crusca presenti nel chicco macinato, la farina risulterà più o meno integrale. La percentuale di fibra presente in questa farina aiuta a limitare l’impatto glicemico della pizza, al tempo stesso non essendo troppo consistente si rivela delicata nei confronti della mucosa intestinale, anche a quella di bambini ed anziani che presentano una flora batterica incompleta. Gli sportivi, in particolare, possono contare su un apporto maggiore di minerali e proteine rispetto ad una farina bianca. La digeribilità viene favorita dalla pasta madre,  in particolare da alcuni microorganismi che, secondo alcuni studi, digeriscono le componenti proteiche della gliadina rendendola meno tossica.

Il primo passo è fatto, ora la farina per le pizze di Luca è integrale, biologica (quindi priva di stabilizzanti, enzimi o ammendanti), macinata a pietra e a Km 0. Il lievito di birra  è stato sostituito con la pasta madre viva che rende più digeribile e assimilabile l’impasto.

Può bastare?

Il nostro operatore  però vuol andare oltre,si parla insieme di grani moderni  e  della modifica del loro assetto proteico- in particolare in questi chicchi le gliadine risultano in percentuale doppia rispetto al passato- che li rende potenzialmente più infiammatori ( da “grani Antichi”, G. Bindi, ed. Terra Nuova), si parla di “grani antichi “ e dell’impatto positivo che la loro coltivazione ha sulla salute e sull’ambiente      (“ in Italia il 90% delle acque è inquinata da diserbanti e concimi”- prof Dinelli,progetto VIRGO). Emerge inoltre il concetto di forza di una farina (W) ossia  la capacità di far lievitare un impasto; essa dipende dalla quantità di glutine che viene a crearsi quando le proteine (glutenine e gliadine) vengono a contatto con l’acqua .Le farine di grani moderni presentano grande forza e quindi un valore che si aggira tra i 300-400 W mentre farine di  “grani antichi” presentano una forza nettamente inferiore, 50-130W, il problema di chi le utilizza consiste nella difficoltà di lavorazione. Cerchiamo, quindi, fin da subito di trovare il giusto compromesso tra qualità e facilità di lavorazione, utilizzando queste “nuove” farine ed il lievito madre.

 

Nasce un nuovo progetto

Partiamo  con la ricerca della miscela ideale di “grani antichi” in modo da ottenere una soddisfacente lievitazione e un sapore unico, deciso e ricco delle sfumature che contraddistinguono queste speciali varietà di grano. Il nostro lavoro si amplia chiamando in causa anche Marco, il mugnaio proprietario del mulino sopracitato. Tra tutti i grani autoctoni presenti nella nostra miscela c’è il “Gentil Rosso”, un grano antico che verrà prodotto direttamente dal mugnaio per questo nuovo progetto. Il seme di grano è un essere vivente e si è evoluto con noi attraverso il sapiente lavoro del contadino con tecniche di selezione che avvenivano esclusivamente sul campo, non nei laboratori di ricerca come avviene dal’60 per i semi moderni. Questo è il grano “antico”: varietà di grano utilizzate fino a quando la genetica di laboratorio e l’irradiazione del chicco non hanno mutato  a gran velocità la genetica del frumento privilegiando un seme che sia coltivabile ovunque, che generi piante basse e resistenti all’ uso massiccio di concimi chimici e diserbanti (distruggendo la biodiversità garantita dal lavoro del contadino). Da qualche anno è in atto una forte tendenza al recupero dei grani di antichi , piante alte che spodestano naturalmente le infestanti, fornite di radici molto profonde in grado di trarre i micronutrienti dal terreno necessitando di pochi fertilizzanti.
Sono molte, oggi, le associazioni di contadini che stanno passando al biologico , al recupero delle sementi locali e allo scambio dei semi (pratica in uso fino ai primi del ‘900).Per quanto riguarda l’effetto sulla salute dell’uomo,posso citare un interessante studio coordinato dal professor Dinelli dell’università di Bologna, il progetto Virgo: analisi comparative su cinque varietà di grani antichi tra cui il Gentil Rosso, mostrano come l’assunzione di pane prodotto con una delle varietà di queste farine possa far registrare un miglioramento del colesterolo totale di soggetti reclutati per lo studio (da “Grani antichi”, G. Bindi, ed.Terra Nuova). Il potere panificatorio di questi grani non è elevato, ciò dipende non solo dalla varietà ma anche dalla zona pedoclimatica, per questo motivo è fondamentale l’abilità di chi li utilizza nel trovare tanto il mix ideale di grani  quanto le condizioni ambientali per favorirne l’interazione con la pasta madre.

Luca si  butta a capofitto nello studio e  nella cura del lievito madre, una creatura della quale si  innamora presto e che, come previsto, gli  da grandi soddisfazioni.  Costituito da molteplici microorganismi quali saccaromiceti, batteri lattici e acetici , attraverso una fermentazione mista trasforma la farina  permettendo l’ assimilazione dei minerali racchiusi dall’acido fitico, scrigno che altrimenti li terrebbe racchiusi in sé. La pasta madre nel laboratorio del nostro pizzaiolo mi ha sorpresa , la sua abbondanza e il suo gonfiarsi, la sua consistenza mutevole (più o meno elastica secondo il nutrimento che riceveva) il tripudio di aromi che sprigionava e che permettevano di capire se i microorganismi che la abitavano stessero lavorando o avessero bisogno di nutrimento, tutto questo portava alla mia attenzione la realtà della biodiversità di quel microcosmo .

Come rendere nutrizionalmente completa la pizza?

Si pensa finalmente alla farcitura! Si valuta che un aspetto fondamentale sia l’utilizzo di verdure di stagione e l’uso prevalente di ingredienti a crudo in modo da poter apprezzare tutte le caratteristiche organolettiche o nutrizionali altrimenti alterate dalla cottura. Un punto cardine consiste nell’ utilizzo di verdura, erbe aromatiche, germogli e semi oleosi così da arricchire di minerali, enzimi e soprattutto di vitamine la pizza altrimenti deficitaria perché sottoposta ad alte temperature!

La pizza concepita in questo nuovo progetto risulta non solo un alimento ma una vera arma di prevenzione rispetto a patologie diffuse quali diabete, ictus, obesità e tumore. Inoltre è un prodotto molto digeribile, molto delicato per l’intestino e per questo adatta anche persone che presentano una flora batterica incompleta oppure non in perfetto equilibrio (colon irritabile, disbiosi intestinale, intolleranze alimentari etc.).Presenta un consistente apporto di nutrienti quali lipidi, proteine, fibre e minerali che vengono completati dalle vitamine presenti nella farcitura; supporta bene il sistema immunitario ed infine ci regala aroma e sapore del grano antico. Per la scelta dei prodotti usati favorisce la biodiversità e la difesa dell’ambiente, fornisce al consumatore un prodotto di filiera trasparente e a km 0. La realizzazione di questo progetto è il  risultato di una interazione tra  differenti professionisti che si sono e si stanno agganciando in questo percorso di crescita mettendo in gioco il loro sapere, la loro capacità e la loro passione. Quando assaporo questa pizza provo grande gioia tanto per il palato quanto al cuore!

foto realizzata in campo presso il mulino

Un sentito ringraziamento alla pizzeria L’ Angolo Goloso per la collaborazione


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Video: 1^ Convegno Nazionale Nupa-SIPEF – 1 aprile 2017

Postato da Roberta Franceschini il 30 ottobre 2017 – 11:00 -

Il primo aprile 2017 a Mestre si è tenuto il primo convegno nazionale dei Nutrizionisti per l’Ambiente (Nupa) e della Società Italiana di Pediatra Funzionale (SIPEF) patrocinato dal Comune di Venezia, dall’Ordine Nazionale dei Biologi, dall’Associazione Medici per l’Ambiente e da Cibo è Salute. Il focus è stato quello dell’alimentazione nella prima infanzia, dall’allattamento allo svezzamento, e nella crescita successiva.  Particolare spazio è stato dato all’importanza dei fattori esterni, come gli inquinanti ambientali, che già influiscono durante la gravidanza attraverso l’alimentazione della mamma, e al loro impatto sulla salute del bambino dalla nascita fino alla sua vita adulta. Note interessanti sono emerse dall’analisi del ruolo dei cibi nella corretta masticazione e l’importanza di quest’utima nell’ armonico sviluppo fisico-cognitivo, il possibile coinvolgimento del glutine e delle proteine del latte nella genesi di patologie a carico del sistema nervoso nonchè le diverse aree di applicazione di alcune delle attività svolte all’interno del gruppo Nupa.

Da oggi in tutti i prossimi aggiornamenti settimanali del blog verrà dedicato uno spazio ai video dei singoli interventi.

Partiamo dalla relazione introduttiva del Dr. Luciano Proietti, medico pediatra, esperto in alimentazione vegetariana, Presidente e Socio Fondatore SIPEF, che inquadra la fisiologia del cucciolo d’uomo, spazio in cui si muoveranno i successivi interventi.

Buona visione!


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Video – “L’intestino nella testa” prima parte

Postato da Michela Trevisan il 23 ottobre 2017 – 09:00 -

Pubblichiamo i video di una serata tenuta dalla dott. Enrica Fornaro e dalla Dott. Michela Trevisan

Nel primo video potrete ascoltare la dott. Fornaro parlare degli aspetti dello stile di vita (cibo di qualità, microbiota, emozioni, ecc) che creano le basi per la qualità di vita nel futuro adulto e quali sono gli effetti di uno stile di vita scorretta sulla comparsa di obesità diabete, allergie e altro.   Continua a leggere »


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26 Ottobre 2017 – Conferenza sui cosmetici – Onè di fonte (TV)

Postato da Laura Gregnanin il 16 ottobre 2017 – 11:04 -


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C’è fermento in cucina

Postato da Chiara Dal Bello il 2 ottobre 2017 – 09:15 -

“Fermentare il cibo è una protesta eloquente dei sensi contro l’omogeneità dei sapori e dell’esperienza del cibo che si sta estendendo come un grande prato indifferenziato in tutto il mondo. È anche una dichiarazione d’indipendenza da un’economia che preferirebbe fossimo consumatori passivi delle sue merci, piuttosto che creatori di prodotti unici, espressione di noi stessi e del posto in cui viviamo.” M.Pollan 2011, Prefazione di “The art of fermentation” di S. Katz

La meraviglia dell’autoproduzione di cibi e bevande fermentate sta proprio in questo: ogni verdura, ogni cereale, ogni bevanda che vogliamo fermentare darà un prodotto unico e irripetibile, per gusto, sapore, consistenza e vitalità.

Facciamo un passo indietro: di cosa stiamo parlando? Cosa sono gli alimenti fermentati? E a cosa servono?

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Il gelato: l’ultimo dell’estate?

Postato da Elettra Da Ros il 4 settembre 2017 – 11:06 -

Storia del gelato; Il gelato nasce dalla conservazione della neve ai tempi dei romani; il primo gelato era una granita, alla neve congelata si aggiungeva succo di frutta o frutta.

Nel 1565 invece alla corte di Cosimo de’ Medici, fu servito per la prima volta un “gelato cremoso” ad opera dell’architetto Bernardo Buontalenti.

Nel 1662 il palermitano Francesco Procopio de Coltelli aprì a Parigi il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo Cafè Procope.

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Earth Overshoot Day – 2 Agosto 2017 – mai stato così in anticipo!

Postato da Alice Peltran il 2 agosto 2017 – 12:30 -

Purtroppo oggi, il 2 Agosto 2017, è “il giorno in cui l’umanità avrà usato l’intero budget annuale di risorse naturali” e questo giorno non è mai arrivato così in anticipo da quando abbiamo iniziato a sovrasfruttare la Terra negli anni ’70. In pratica “l’umanità sta usando la natura ad un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi. È come se ci servissero 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno attuale di risorse naturali”.
Come ogni anno cogliamo l’occasione per ricordare e rimarcare come sia necessario che ognuno di noi faccia la sua parte, a partire dalle piccole cose (a tal proposito si veda l’articolo http://www.nutrizionistiperlambiente.org/2016/08/earth-overshoot-day-2016/#more-5151).

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Un’estate a tavola: consigli per grandi e piccini

Postato da Laura Faggian il 1 luglio 2017 – 07:00 -

Risultati immagini per estate a tavola

Il nostro corpo è una macchina perfetta, non ci sono dubbi. Quando arriva il caldo che cosa ci succede, di “visibile” ed “invisibile”?

Il corpo umano ha una temperatura interna di circa 37 gradi centigradi e, indipendentemente dalla condizioni climatica, questa temperatura deve rimanere costante per garantire il benessere e le normali funzioni dell’organismo.

Il centro di questo sistema di regolazione risiede nell’ipotalamo, una particolare zona del sistema nervoso centrale. A questo centro sono connessi una serie di sensori della temperatura posti in periferia, i quali registrano ed inviano all’ipotalamo informazioni sul calore esterno. Continua a leggere »


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Scadenza petizione “Stop glyphosate” !

Postato da Alice Peltran il 12 giugno 2017 – 12:00 -

Ricordiamo a tutti gli iscritti che la scadenza per apporre la propria firma alla petizione “Stop Glyphosate” sarà il 15 Giugno!

Ecco il link: https://stopglyphosate.org/it/

Per maggiori dettagli si veda l’articolo http://www.nutrizionistiperlambiente.org/2017/03/stop-glifosato/


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